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2° incontro del Forum

2° incontro del Forum

Alle 18:00 del 25 maggio si riunisce per la seconda volta il Forum Locale per il Governo Aperto della Città di Palermo. Con il primo incontro dello scorso 18 maggio, si sono infatti aperti i lavori in collaborazione tra Comune e cittadinanza per la scrittura del primo Piano d’Azione Locale di Governo Aperto. Compito del Forum in questo percorso è proporre impegni concreti che il Comune valuterà e assumerà su di sé inserendoli nel Piano d’Azione.

L’impegno alla scrittura del Piano è stato assunto dal Comune di Palermo a ottobre 2020, prima con la candidatura e poi con l’avvenuta selezione per “OGP Local”, il programma di Open Government Partnership (OGP) dedicato ai governi locali. OGP è un’iniziativa internazionale che dal 2011 riunisce 79 governi nazionali, 76 governi locali e migliaia di organizzazioni della società civile.

Il Comune di Palermo è la prima amministrazione locale in Italia ad essere ammessa a questo percorso. Il primo piano avrà una durata massima di 10 mesi, per rispettare la scadenza del mandato dell’Amministrazione comunale.

Dopo l’incontro del 18 maggio è stata lanciata la selezione dei temi su cui il Forum formulerà richieste di impegni. Quattro i temi selezionati: Democrazia Partecipata, Trasparenza e monitoraggio civico degli appalti pubblici, Ambiente e Inclusione sociale. Per ogni tema sarà attivato, a partire dall’incontro del 25 maggio, un tavolo di lavoro dedicato a cui siederanno i partecipanti del Forum. I tavoli avranno tempo fino all’11 giugno per formulare la richiesta di impegno. Entro questa data potranno discutere una bozza di questo impegno con l’assessore comunale con delega sui temi trattati dal tavolo.

Parliament Watch Italia coordinerà i lavori del Forum per tutta la sua durata e organizzerà momenti di approfondimento sui temi della partecipazione civica e della collaborazione con gli Enti Locali. Queste attività sono sostenute dal programma “Support for citizen engagement in the implementation of cohesion policy” dell’Unione Europea.

Conclusa la fase di co-creazione, il Forum consegnerà al Comune una serie di proposte di impegni (da un minimo di 3 ad un massimo di 5) da inserire nel Piano d’Azione. Dall’11 al 23 giugno, dopo aver preso in considerazione le proposte ricevute, il Comune predisporrà la prima bozza del Piano che verrà esposto in consultazione pubblica. Entro il 15 luglio 2021 tutti gli interessati saranno invitati a partecipare con propri contributi e osservazioni. I suggerimenti e le proposte che saranno inviati attraverso la consultazione saranno presi in considerazione ai fini della redazione della versione definitiva del documento che verrà pubblicata il 31 luglio, insieme a un report finale di rendicontazione della fase di creazione e consultazione. A partire dal mese di agosto, le azioni verranno attuate secondo i tempi previsti per ciascun impegno e dunque monitorate sia dal Forum stesso che attraverso una valutazione indipendente affidata ad una squadra di esperti nominati da OGP.

È sempre possibile iscriversi ai lavori del Forum inviando una mail con la richiesta di partecipazione all’indirizzo ogplocal.palermo@comune.palermo.it

Oltre a PWI partecipano al Forum, insieme a singoli cittadini e rappresentanti del Comune di Palermo, membri delle seguenti organizzazioni: Atelier Studio Associato, Rete Civica della Salute, Forum siciliano movimenti per l’acqua e i beni comuni, Sinistra Comune, Universitá – Tecnologico de Monterrey, Ondata, Un’altra storia, Diaita, Odv Il Genio di Palermo, Ordine degli Avvocati di Palermo, Cesie, I World, South Working – Lavorare dal Sud.

OGP Local a Palermo

OGP Local a Palermo

Il 18 maggio, alle 10:30 si apriranno, con la prima riunione, i lavori in collaborazione tra Comune di Palermo e cittadinanza per la scrittura del primo Piano d’Azione Locale di Governo Aperto della città di Palermo. Il documento sarà pronto entro il 31 luglio 2021. Le azioni previste saranno pensate insieme ad un Forum di associazioni locali, coordinato da Parliament Watch Italia

L’impegno alla scrittura del Piano è stato assunto dal Comune di Palermo a ottobre 2020, prima con la candidatura e poi con l’avvenuta selezione per “OGP Local” il programma di Open Government Partnership (OGP) dedicato ai governi locali. OGP è un’iniziativa internazionale che dal 2011 riunisce 79 governi nazionali, 76 governi locali e migliaia di organizzazioni della società civile. Il percorso che OGP propone alle  amministrazioni che ne fanno parte è volto ad ottenere azioni concrete, pensate coinvolgendo la cittadinanza, che promuovano la trasparenza, sostengano la partecipazione civica e diffondano dentro e fuori le pubbliche amministrazioni nuove tecnologie che favoriscano il raggiungimento di questi obiettivi.

Il Comune di Palermo è la prima amministrazione locale in Italia ad essere ammessa a questo percorso. Il primo piano avrà una durata massima di 10 mesi, per rispettare la scadenza del mandato dell’Amministrazione comunale. OGP verificherà successivamente la volontà della prossima Amministrazione a predisporre un secondo Piano d’Azione Locale.

Il Piano è prodotto in collaborazione dal Comune di Palermo e dalla cittadinanza, riuniti insieme nel Forum Locale del Governo Aperto, la cui prima convocazione è fissata per il 18 maggio, alle ore 10:30, online (il link della riunione sarà comunicato successivamente agli iscritti). Per iscriversi all’incontro è sufficiente inviare una email all’indirizzo ogplocal.palermo@comune.palermo.it con oggetto “Partecipazione al Forum Locale del Governo Aperto”. Le iscrizioni al Forum restano comunque aperte anche dopo il 18 maggio.

Nell’occasione del primo incontro, il Sindaco Leoluca Orlando e il Segretario generale del Comune di Palermo Antonio Le Donne presenteranno i contenuti dell’adesione del Comune al programma “OGP Local”.

L’associazione Parliament Watch Italia, partner della società civile selezionato da OGP per accompagnare l’amministrazione locale in questo percorso, presenterà le modalità di funzionamento del Forum e i meccanismi di co-creazione del piano. 

I lavori del Forum, nelle modalità che saranno illustrate il 18 maggio, proseguiranno fino all’11 giugno. Tutti gli esiti dei lavori saranno pubblicati online; le organizzazioni della società civile potranno richiedere in qualsiasi momento di aderire al Forum. Parliament Watch Italia coordinerà i lavori del Forum per tutta la sua durata e organizzerà momenti di approfondimento sui temi della partecipazione civica e della collaborazione con gli Enti Local. Queste attività sono sostenute dal programma “Support for citizen engagement in the implementation of cohesion policy” dell’Unione Europea.

Conclusa la fase di co-creazione, il Forum consegnerà al Comune una serie di proposte di impegni (da un minimo di 3 ad un massimo di 5) da inserire nel Piano d’Azione.

Dall’11 al 23 giugno, dopo aver preso in considerazione le proposte ricevute, il Comune predisporrà la prima bozza del Piano che verrà esposto in consultazione pubblica. Entro il 15 luglio 2021 tutti gli interessati saranno invitati a partecipare con propri contributi e osservazioni.

I suggerimenti e le proposte  che saranno inviati attraverso la consultazione saranno presi in considerazione ai fini della redazione della versione definitiva del documento che verrà pubblicata il 31 luglio, insieme a un report finale di rendicontazione della fase di creazione e consultazione. A partire dal mese di agosto, le azioni verranno attuate secondo i tempi previsti per ciascun impegno e dunque monitorate sia dal Forum stesso che attraverso una valutazione indipendente affidata ad una squadra di esperti nominati da OGP.

Un’istantanea su Messina

Un’istantanea su Messina

Il prof. Michele Limosani, direttore del Dipartimento di Economia dell’Università di Messina ha prodotto il report “Messina: un’istantanea sull’economia della città”, che come spiega l’autore nella premessa infatti vuole essere «un’istantanea sullo stato di salute economico della nostra città, soffermando la nostra attenzione sui “fondamentali” del sistema, cioè quelle grandezze economiche sulle quali poggia l’intera costruzione del sistema produttivo locale».

Il Report verrà divulgato nel quadro della collaborazione fra il Dipartimento di Economia e Libellulalaboratorio di monitoraggio civico della spesa pubblica, la casa editrice Mesogea e con il supporto di Gazzetta del Sud e RTP, attraverso apposite azioni che coinvolgeranno scuole e cittadinanza

Si tratta di uno strumento utile e allo stesso tempo impietoso che conferma l’importanza di avviare una discussione aperta su dati che fanno luce sul futuro prossimo – non proprio roseo – della città.

Quanti sono i messinesi che lavorano? Quanto guadagnano? Che tipo di lavoro svolgono? Quanta ricchezza producono le famiglie? Chi sta pagando il prezzo del Covid? A tutte queste domande contribuisce a rispondere in maniera sintetica, comprensibile a tutti e accompagnata con il rigore di dati comprovati il report che invitiamo a leggere attentamente e a divulgare. Uno strumento-chiave, tanto semplice nella forma quanto preciso nei numeri analizzati, per capire insieme dal punto di vista economico, cosa può accadere in futuro se la città continuerà a seguire l’attuale tendenza di sviluppo.

Il report è l’occasione di avviare un dibattito pubblico, aperto al contributo di tutti i messinesi con l’obiettivo di sottolineare la necessità di un progetto di sviluppo a medio-lungo termine organico e condiviso da chi abita questa città ma anche da chi la governa, che consenta di ridurre il rischio di impoverimento della città e di aprire nuovi cammini che alzino la qualità della vita, favorendo uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

«Conosci Messina; ama Messina» dichiara Michele Limosani. «E’ giunto il momento di porre le basi per la rinascita della città. È il tempo di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità per trasformare una crisi economica e sociale senza precedenti in una grande opportunità di sviluppo».

«La casa editrice Mesogea sostiene e divulga quello che non si può definire solo un “documento”» sostiene Ugo Magno della casa editrice Mesogea «ma anzi un vero e proprio punto-nave che, interpretando i numeri in modo finalmente intellegibile, ha tutti i presupposti per coinvolgere trasversalmente tutti, soprattutto i giovani, in un dibattito concreto da cui partire (o ripartire) per guardare a un domani, al momento piuttosto allarmante, proprio dietro l’angolo».

Come sottolinea Francesco Saija, presidente di Parliament Watch Italia, associazione che coordina il laboratorio Libellula: «Il report esprime bene lo spirito del rapporto che “Libellula” vuole instaurare con l’Università. Nell’Università esistono competenze preziose per lo sviluppo e il potenziamento dello spirito civico, che, a nostro avviso, è quel capitale invisibile che contribuisce allo sviluppo locale in maniera decisiva, ingenerando aspettative sull’azione di governo, dando forma alle priorità e coordinando l’azione dei cittadini. Messina ha molto bisogno di questa moneta invisibile».

Scarica il report

Patto di Integrità #01

Patto di Integrità #01

Venerdì 9 aprile è stato diffuso dall’Università di Messina il questionario elaborato da Parliament Watch Italia che rileva i bisogni della popolazione studentesca messinese – circa 27.000 studenti – in relazione alla rifunzionalizzazione dell’ex Banca d’Italia di Piazza Cavallotti a plesso universitario.

Il questionario apre la fase di “Analisi dei Fabbisogni” prevista dal Patto di Integrità firmato da PWI con l’Università di Messina sui lavori pubblici che riguarderanno gli interventi di adeguamento della nuova sede dell’Università di Messina. L’analisi dei fabbisogno precede la progettazione dell’opera. Gli stimoli e i suggerimenti che emergeranno dall’analisi delle risposte saranno proposti dal laboratorio di monitoraggio civico Libellula alla governance universitaria per offrire il punto di vista delle studentesse e degli studenti sulle destinazioni d’uso dell’ex Banca d’Italia. L’appalto si apre così alla partecipazione dei suoi principali beneficiari.

L’opera pubblica è stata scelta per la sperimentazione del Patto d’Integrità avanzato, strumento giuridico promosso dalla Commissione Europea che mira a rendere più trasparente il processo di una gara d’appalto, istituendo un “patto” di fiducia e reciproca responsabilità ai principi di correttezza, lealtà e trasparenza tra tutti gli attori in gara.

Qui la news sul sito di Unime con il link, riservato alla popolazione studentesca, per la compilazione del questionario.

Spendiamoli Insieme #03

Spendiamoli Insieme #03

Venerdì 19 marzo il laboratorio di monitoraggio civico Libellula ha presentato “Spendiamoli Insieme”, il sito che racconta come i Comuni siciliani hanno speso (o non speso) i fondi della Democrazia partecipata, pari a circa 4 milioni di euro all’anno, dal 2016 ad oggi. Si tratta dei fondi previsti dalla legge regionale 5/2014, che obbliga i Comuni a utilizzare forme di democrazia partecipata per la spesa coinvolgendo i cittadini nella scelta dei progetti da realizzare. La legge prevede anche che i Comuni che non spendono i fondi debbano restituirli alla Regione.

“Spendiamoli Insieme – spiegano Francesco Saija e Giuseppe D’Avella di Libellula – nasce per promuovere un buon uso delle risorse disponibili e per raccontare le storie delle comunità locali che hanno speso ‘insieme’ e ‘bene’.
Il sito www.spendiamolinsieme.it mostra tutte le informazioni sul tema che è stato possibile rintracciare nei portali istituzionali dei 390 Comuni Siciliani”.

Si tratta di più di 1400 documenti ufficiali, tra cui 165 regolamenti sulla democrazia partecipata approvati dai Consigli Comunali, 766 avvisi che invitano la cittadinanza a partecipare alle decisioni in merito alla spesa dei fondi, 417 informative, soprattutto delibere di Giunta Comunale, che rendono note le decisioni prese.

“È stato inoltre verificato – proseguono Saija e D’Avella – quanto avessero pubblicato i giornali dei vari territori. Sono quasi 400 gli articoli di stampa che il sito riprende. Infine, si è voluto mettere assieme e a confronto i dati comunali e giornalistici con gli unici dati ufficiali disponibili: un decreto che la Regione Siciliana pubblica alla fine dell’anno, che contiene le somme spese o restituite dai Comuni. Ciò significa che per ciascun Comune e per ciascun anno dal 2016 ad oggi, i cittadini interessati possono avere il quadro della situazione in pochi click”.

I primi esiti di questa analisi indicano che circa la metà dei fondi disponibili viene ogni anno restituita dai Comuni alla Regione per mancata spesa. Per quel che riguarda le somme impiegate, in certi casi si nota un’apertura del processo partecipativo insufficiente verso la cittadinanza; in altri casi emergono belle storie di partecipazione da cui derivano interventi significativi per la comunità locale: arredo urbano, sociale e cultura, ma anche sport, scuola e turismo, sono le aree in cui si interviene di più.

In questa operazione di raccolta di dati e storie hanno collaborato con il laboratorio Libellula il quotidiano online Letteraemme e il Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto. Ma il processo continua e l’invito a collaborare per migliorare la qualità e la quantità delle informazioni caricate sul sito è rivolto a chiunque abbia un documento, una fotografia o una storia sull’utilizzo dei fondi per la democrazia partecipata da raccontare (inviando una mail a info@spendiamolinsieme.it).

Parallelamente alla pubblicazione del sito, Spendiamoli Insieme ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sulle opportunità offerte dalla legge alle comunità locali; con le associazioni, i cittadini e gli amministratori interessati, saranno organizzati incontri per la presentazione di modelli di buona spesa e per fornire l’assistenza e la formazione necessarie ad avviare il processo partecipativo nel proprio territorio. Inoltre, in collaborazione con ActionAid Italia e con la rete di persone e associazioni presenterà una proposta per il miglioramento dell’attuale legge alla Regione Siciliana che, tra i vari temi, insisterà sull’obbligo di ampia pubblicità che il Comune deve dare all’azione di democrazia partecipata.

“La promozione della partecipazione rientra a pieno titolo nella strategia Agorà 2028 di ActionAid Italia, uno dei cui obiettivi consiste proprio nel dare voce a persone e comunità per rendere ricco e pluralistico il confronto nella sfera pubblica. Per questo motivo – sottolinea Sara Vegni, Capa Unità Resilienza di ActionAid Italia – guardiamo con interesse alla legge siciliana che è uno dei pochi strumenti istituzionali in tutto il territorio nazionale per l’applicazione concreta di pratiche di democrazia partecipata. Per funzionare bene, tuttavia, questa legge deve essere accompagnata da uno sforzo di trasparenza da parte delle amministrazioni per rendere chiari sia i tempi che i modi di applicazione della legge, e da un ruolo attivo della società civile regionale anche in ottica di un suo miglioramento. ActionAid contribuirà quindi alla campagna mettendo a disposizione competenze e metodologie come i policy labs, già sperimentate in altri contesti, per migliorare la normativa e costruire, insieme alle associazioni e in dialogo con le amministrazioni locali, un modello di processo partecipativo per un uso corretto delle risorse per la democrazia partecipata da sperimentare concretamente in alcuni Comuni o territori siciliani”.

Spendiamoli Insieme è stato presentato questo pomeriggio durante un incontro online a cui hanno partecipato più di 80 persone, tra amministratori locali, deputati regionali, attivisti, associazioni, cittadini e giornalisti.