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Eccoci qui a narrarvi un nuovo meeting di Citizens Lab che si è svolto tra il 5 e l’8 ottobre 2017 a Francoforte sull’Oder/Slubice.

Il posto, certamente non dei più ridenti, è però carico di storia del ‘900. Qui infatti si svolse la battaglia tra la Wehrmacht e l’Armata Rossa che divise la città in due quando le truppe tedesche in ritiro, per sbarrare ai russi la via di Berlino, fecero saltare il ponte sul fiume Oder, che divenne in seguito il nuovo confine polacco. La città è dunque una buona rappresentazione di un’altra delle linee immaginarie che nel secondo dopo guerra ha diviso l’Europa in Est e Ovest.  Recentemente, nella parte polacca , su iniziativa del professore Krzysztof Wojciechowski del Colegium Polonicum, il 22 ottobre 2014 è stato inaugurato il primo monumento a Wikipedia alto circa 2 metri in materiale laminato.

Noi eravamo qui all’interno del festival di Mitost, l’associazione tedesca che ha provveduto il coordinamento iniziale del programma C-Lab, col terzo meeting del Network. Il meeting è stato una prova della maturità raggiunta da un processo che ai suoi inizi aveva fatto fortemente dubitare moltissimi degli intervenuti. Personalmente ciò mi servirà a ricordare quale pazienza e sopportazione della frustrazione devono mettere in campo tutti coloro che vogliono partecipare alla costituzione di soggetti collettivi in politica. Il passaggio dalle coscienze individuali a quella collettiva, infatti, non è scontato – ed è costellato di “qui pro quo” – anche quando le anime che si incontrano dichiarano di avere valori affini sulla carta.  Ma poi, mantenendo un atteggiamento propositivo, le abilità e gli interessi si incontrano e si contaminano. Stavolta, nonostante la mediazione di Maria Scordalios sia una delle cose che ci ha aiutato ad arrivare fin qui, il network ha auto-organizzato un “hosting team” che ha affiancato l’abile mediatrice mettendo all’opera le tecniche di mediazione finora usate nel laboratorio con grande efficacia. 

Durante il meeting si sono presentati i prototipi a cui i sotto-gruppi di C-labbers stanno contribuendo. I prototipi sono stati sicuramente un grande successo e hanno mostrato che C-Lab non è un fumoso processo in cui gente che fa cose simili tenta di arrivare ad un accordo su formulazioni ideologiche, ma piuttosto un laboratorio in cui le pratiche si contaminano e la consapevolezza dei partecipanti diventa più sistemica a misura in cui i membri imparano gli uni dagli altri. Noi abbiamo avuto il piacere di presentare il lavoro fatto su WeBudget (per saperne di più sui prototipi vedi il report in inglese a fondo pagina).

Un altro grave punto del meeting è stato comprendere come mandare avanti il network dopo la notizia del ritiro della Fondazione “Mercator”, che finanziava gran parte del programma. Dopo vari colloqui i partecipanti hanno deciso di tenere in vita il network con contribuzioni di lavoro volontario e tentando di dare via ad autonome campagne di raccolta fondi sia per quanto riguarda i concreti prototipi che i sottogruppi stanno portando avanti, sia per quanto riguarda il livello delle riunioni e del coordinamento assembleare generale.

Mitost proponeva semplicemente di far confluire i “privilegiati” C-Labbers, facenti parte di quest’avanguardia di coordinamento della società civile organizzata, nel più ampio dipartimento dei Member e Alumni. L’organizzazione di questa transizione, che è apparsa inevitabile per il momentaneo venire meno di risorse sicure, è tuttavia stata oggetto di discussione nella misura in cui si vuole assicurare C-Lab come un “metodo” di interazione, che è stato oggetto di sperimentazione fin qui, da proporre al più vasto bacino dei Membri e Alumni di Mitost, come piattaforma per la membership attiva. In poche parole C-lab diventa il complesso di pratiche per l’avanguardia di tutti quei membri di Mitost che vogliono interpretare la loro membership come un impegno diretto. Il primo esperimento è avvenuto nell’ultima giornata del festival, quando una parte dei membri di C-lab e l’hosting team hanno ospitato membri e alumni di Mitost che si sono iscritti ad un “Open Space” per testare l’interesse e la fattibilità della transizione. Con un minimo di soddisfazione abbiamo notato che l’open space ha raccolto interesse attivo e che lo spazio è stato per tutto il periodo vivo e popolato più della stessa assemblea di Mitost.

Ecco il report del meeting curato da C-Lab